Psicologo on line, Dr. Andrea Ronconi, Psicoterapeuta on line, Sessuologo on line, consulenza a distanza, psicoterapia on line, terapia di coppia on line, sessuologia on line, videochiamata/videoconferenza
Psicologo on line Dr. Andrea Ronconi, Psicoterapeuta on line e Sessuologo on line, lo chiami ora al +39 3356300997

Psicologo OnLine per gestione del tempo nello smart working

 

“Non portarsi il lavoro a casa” si può pur lavorando da casa

 

Per chi ne ha la possibilità può aiutare la scelta di utilizzare un solo ambiente, un’unica stanza per lavorare, informando gli eventuali conviventi o famigliari che abitano nello stesso stabile.

 

Comunicare loro questa intenzione può permettere un maggior rispetto dei confini degli spazi che possono o meno essere condivisi nei diversi momenti della giornata.

 

Quindi aumenterebbe la capacità di chi lavora da casa di concentrarsi sulle sue attività professionali da svolgere.

 

Per quanto possibile, utilizzare due dispositivi differenti o smart phone, Mac, Pc, Tablet, ecc. Uno per lavoro e l’altro per il tempo libero.

 

Anche questa scelta può permettere di dividere i due momenti nel quotidiano non solo fra le proprie mura domestiche ma anche fuori (nel rispetto della salute degli altri, della comunità e nostra come anche delle ordinanze e leggi vigenti).

 

Non usare i dispositivi mentre si mangia a tavola con i famigliari e quando si va a letto, che serve per fare l'amore o dormire.

 

Darsi degli orari di inizio e di fine del lavoro e programmarsi quotidianamente degli obiettivi intermedi, provvisori e semplificati derivati dalla scomposizione di obiettivi e di compiti più complessi.

 

Rispettare fedelmente gli orari programmati, al termine dei quali salvare il lavoro digitale, spegnere i dispositivi e la luce della stanza dedicata alla professione e chiudere la porta.

 

Riaprire la porta di quella stanza e riaccendere i dispositivi solo a inizio giornata di lavoro successiva.

 

Come psicologo on line, ho avuto diversi pazienti che già prima dell’osservare gli effetti della pandemia le loro abitudini lavorative aveva il problema di riuscire a staccare la spina tra vita professionale e quella privata.

 

Persone che, per retaggio culturale, valori famigliari e di riferimento sociale, sistema di credenze, mettevano al primo posto lavoro poi gli affetti, le relazioni, le attività della vita privata, ecc. ecc.

 

Persone che confondevano il proprio valore, l’amor proprio e quindi la stima per sé stessi, solo con il lavorare efficacemente, raggiungere obiettivi sempre più alti e prestigiosi, spinti da un’idea di eccellenza e spesso da un irraggiungibile traguardo di perfezione. 

 

Queste persone sono così abituate a vivere altissimi livelli di stress che spesso non se ne accorgono neppure di manifestarne i segni anche quando essi esprimono attraverso il corpo per esempio: irrigidimento e dolore tendineo e muscolare del collo, schiena e/o degli arti, mal di testa, problemi del sonno, tachicardia e aritmie, fame d’aria associata a crisi di ansia, ecc. 

 

Queste persone che sviluppano una forma di dipendenza da un’attività, umanamente, eccessiva di lavoro, non di rado si rivolgono a noi psicologi psicoterapeuti quando la situazione di stress correlata alla loro professione è divenuta cronica.

 

Spesso sono le persone care che rappresentano le relazioni più vicine e famigliari della persona stressata da lavoro che ci segnalano i problemi legati a questa condizione. 

 

A volte, sono gli altri intorno a lui o a lei, le persone care a decidersi di prendere il cellulare e fissare un appuntamento con lo psicologo on line e lo psicoterapeuta.

 

In simili situazioni la motivazione ad essere aiutata dallo specialista è evidentemente molto scarsa, perché non è intrinseca ma estrinseca. In altre parole, non è la persona iper-stressata dal lavoro che chiede aiuto ma i suoi cari che sembrano vivere anche loro un disagio emotivo importante ma riconosciuto e quindi consapevole.

 

Spesso il partner e/o i figli della persona troppo stressata e dipendente da lavoro, lamentano della sua eccessiva irritabilità, della sua assenza e disimpegno nella cura delle relazioni più vicine, nella freddezza emotiva e nella carenza di gesti d’affetto, in buona sostanza nella mancanza di attenzioni per loro. 

 

Tipicamente la persona che mette al centro della propria esistenza il lavoro quasi mai è soddisfatto completamente o comunque il sorriso sulle sue labbra dura poco anche dopo aver raggiunto un successo professionale. Non passa tanto tempo per tornare a lavorare a testa bassa (o alta), nello sforzo di raggiungere lo step successivo nella sua idea e realtà di successo.